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Personaggi che non conoscono internet votano per devastarlo

2018-06-21
SaveYourInternet

L'UE si è sbarazzata degli avvertimenti d'allerta elargiti dai pionieri di internet e dai gruppi per la libertà civile e ha votato per introdurre una rigida legge sul copyright che renderà la rete 'uno strumento di sorveglianza per il controllo'. La legge non è ancora passata, c'è ancora tempo per combatterla, ma le votazioni sono già passate questa settimana, rendendo un'inversione di rotta di fatto complicata. 

Come sempre, l'idea su carta sembra buona. Le nuove leggi avranno bisogno dell'approvazione di Google e Microsoft per installare dei filtri che impediranno all'utente di caricare online materiali protetti da copyright. E' simile al 'Content ID' di Youtube, ma tarato per tutto internet. L'idea dietro al provvedimento è che gli autori, giornalisti ed artisti saranno remunerati per il loro lavoro anzichè ritrovare i loro contenuti sparsi sulla rete gratuitamente. 
'It is now clear that humans are no longer the most important things in the universe, that their knowledge, creativity and intelligence are ultimately limited.'  

Ma se ci fermiamo a riflettere un momento, ci rendiamo conto dell'ingombro che risulterebbe da tale pratica, oltre al fatto che finirà per alterare la libertà di espressione. Perfino i Meme verrebbero intaccati; gli utenti dovrebbero avere le foto originali, che potrebbero poi essere usate da altri solo dopo aver ottenuto il permesso di utilizzarle.


A giugno, una lettera aperta firmata da 70 dei piu grandi nomi di internet, incluso il creatore Time Berners-Lee e il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, denunciava che l'articolo 13 sarebbe un 'passo senza precedenti verso la trasformazione di internet da una piattaforma aperta per la condivisione dell'innovazione, a uno strumento per la sorveglianza e controllo automatico degli utenti. "E' difficile prevedere la portata del danno ad internet in quanto libero per come lo conosciamo, ma secondo noi il danno sarebbe sostanziale"


Proprio come nel caso del GDPR, il costo per passare a questo nuovo paradigma solido ed ordinato, ma basato su un'idea malata, ricadrà sulle aziende tecnologiche europee, mentre i colossi americani potranno facilmente far fronte ai costi. 


Un altro provvedimento della legge, l'Articolo 11, forzerebbe le piattaforme web come Google, a pagare gli editori per mostrare ogni frammento di notizia. Questa 'tassa sul link' limiterebbe di certo gli utenti di internet che condividerebbero meno informazioni. Nuovamente, l'idea di voler generare introiti per il giornalismo con i suoi stessi contenuti, ma dovremmo riflettere più a fondo sulle conseuguenze. 

Quest'anno 169 specializzandi europei in proprietà intellettuale (un mucchio di persone estremamente informate) si sono opposti all'Articolo 11 con una lettera dicendo che tale pratica 'impedirebbe il libero flusso di informazioni, una cosa di vitale importanza per la democrazia". Da allora sempre più personaggi coinvolti in ambito accademico hanno aggiunto il loro nominativo alla lettera. Sono convinti che tale proposte rovineranno il giornalismo. 


Ci deve essere una soluzione valida per consumatori e creatori su internet, ma questa non è certamente una risposta. La Spagna ha cercato di fare qualcosa di simile nel 2014, ma la Corte Suprema Spagnola ha cestinato l'idea quando le persone hanno capito l'inconsistenza della stessa. Uno studio del 2015 ha dimostrato che la tassa sul link costerebbe milioni di dollari agli editori a fondo perduto, e che non c'era alcuna 'giustificazione teorica o empirica' a motivare lo schema. 

Firmate la Petizione oggi e diffondetela sulla rete quanto piu possibile, prima che questo venga proibito all'interno dell'UE.